"Italia migliore"? Qui ci vuole l'anti-Crozza

A me sta storia dell'Italia migliore e dell'Italia peggiore fa un po' sorridere. Mi farebbe anche più ridere, se non sapessi bene che tale supponenza è il vero punto dolente del discorso pubblico in Italia, sia tra politici sia tra giornalisti sia tra comuni cittadini. E mi farebbe addirittura sbellicare dalle risate se ci fosse un altro Crozza, un anti-Crozza, che la prendesse e ne facesse un cavallo di battaglia. Sì perché la supponenza è lì da anni, evidente come il trapianto di capelli di Berlusconi, come la magrezza di Fassino, come l'altezza di Brunetta, come la spavalderia di La Russa... eppure, chissà perché, nessuno sembra vederla. Nessuno ne fa oggetto di satira. Crozza non fa mai dire al "suo" Veltroni: "Sì, fratelli carissimi, noi senza dubbio abbiamo perso e continueremo a perdere elezioni su elezioni, ma resteremo per sempre i migliori". Sarà che anche chi fa satira, da noi, appartiene all'Italia migliore?